Metodo AqaZero 0001

Regola (fondamentale) per allestire un acquario funzionale

Quando si allestisce un acquario la prima cosa da fare è capire che animali acquatici vuoi inserire (pesci, lumache, gamberetti, ecc..), poi si decide la grandezza della vasca (che deve essere in rapporto al quantitativo ed alla tipologia dei pesci), poi le piante e il fondo, poi gli arredi (rocce o legni), poi la luce (tipologia, intensità, temperatura di colore, ecc….)

Formula breve:

  • >pesci e/o invertebrati
  • >grandezza acquario
  • >piante/fondo
  • >rocce o legni
  • >tipologia di luce

Ovviamente le regole possono essere infrante utilizzando il buon senso.

Avvio con Benibachi Soil

Avvio vasca con fondo Benibachi Black Soli Mineral e Black Soil

Ho deciso di riutilizzare questo fondo allofano perché l’ho sperimento nella mia prima vasca per le Galaxy riscontrando risultati molto positivi. In solo sei mesi da soli 4 esemplari è nata una colonia, solo dopo un mese dall’inserimento in vasca le 2 femmine avevano rilasciato una nuova generazione e dopo aver dato vita a tante “baby”, con mia grande soddisfazione e sorpresa avevano nuovamente rilasciato altri baby gamberetti.

La mia prima vasca

Ho constatato che con questo fondo il tasso di sopravvivenza delle baby è alto, è ricco di minerali e sostanze nutritive per gamberetti e piante. Riesco così a mantenere i valori stabili: Ph 5,5 – No2 0 – No3 0 – Gh 6 – kh tra 0 e 1 effettuando pochi cambi e quando si verifica l’evaporazione faccio rabbocchi di acqua d’osmosi.

Preparazione della vasca

Ho allestito la seconda vasca da 57 litri Lunedì 29 giugno con uno strato di fondo allofano Benibachi black soil mineral da 2 cm e uno soprastante di black soil da 1cm, quest’ultima è una scelta dettata dal fatto che essendo di una grana più grande non tende ad alzarsi mantenendo l’acqua limpida, contrariamente al mineral che è molto sottile, con consistenza simile al terriccio.

Le piante che ho inserito sono: talea di Anubias barteri potata da piante presenti in un altro mio acquario legate ad un tronco; una Cladophora (alga molto amata dalle caridine); Rare moss legato con filo da pesca a un piccolo tronchetto; Flame moss in parte legato a un bastoncino posizionato sullo sfondo, con l’intento di farle crescere e creare una parete verde, e in parte ammassato per ricavare piccoli cespugli. Quindi ho inserito le piante dopo aver riempito metà vasca con acqua.

Per quanto riguarda l’acqua l’ho preparata precedentemente con impianto osmosi Aqua1 a 4 stadi. Ho inserito una nursery in acquario e versato l’acqua in modo che attutisse la caduta nell’acquario per evitare che si alzasse il fondo.

A riempimento terminato ho inserito i sali Gh della Bee Shrimp a piccole dosi, misurando più volte la conducibilità che a maturazione terminata dovrà stabilizzarsi a 240 µS.

Come filtro ho usato un modello a zainetto in cui ho inserito per la maggior parte cannollicchi in ceramica e solo un pò di spugna a maglia grossa, tale filtro lo terrò solo per la maturazione della vasca poi sostituirò a tempo debito con uno ad aria a doppia spugna con vano per palline di ceramica.

Nel filtro ho inserito una fiala di attivatore batterico della Bacterya.

Col misuratore digitale ho controllato la conducibilità, che risultava essere 229 µS, l’ho lasciata così perché il valore sicuramente aumenterà con la maturazione della vasca, arrivando così una conducibilità di 240 µS, mio valore di riferimento per le mie Galaxy.

La lampada utilizzata è una Blau Aquaristic lumina led 36, impostata sul modulo acqua dolce: 6 led 6500˚K + 6 led 6500˚K.



E questo è il risultato finale, in attesa che maturi, nei prossimi giorni effettuerò test PH, NO2, NO3, GH, KH e conducibilità con frequenza settimanali per un mese circa, prima di inserire le mie Galaxy.

Conclusione

Questa vasca l’ho realizzata perché come vi ho anticipato, con grande soddisfazione le mie galaxy sono diventate davvero tante, le traslocherò qui in modo che abbiano più spazio, mentre nella vasca precedentemente avviata ospiterò una loro selezione.

Ammetto che è cominciato tutto per “gioco” con le Davidi, mi attiravano questi piccoli gamberetti colorati e mi piaceva creargli degli habitat nelle vaschette che erano per lo più dei cubi pieni di colori, poi mi sono appassionata alla riproduzione e ho cominciato a separarli per colore perché mi sono resa conto che nell’ibridarsi, uscivano esemplari trasparenti così ho iniziato a selezionare le più belle. Si è trasformata in una vera e propria passione, e amo prendermi cura di questi esserini fantastici, da quando ho scoperto le Galaxy ne sono rimasta affascinata tantissimo, mi sono documentata ed infine le ho fatte mie. Sono caridine molto delicate ed esigenti, ma se si ha amore per qualcosa o per qualcuno, bisogna prendersene cura come meglio possiamo, e se c’è amore tutto si può!

L’intero articolo è stato liberamente scritto da Carolina Vitagliano. Foto di Carolina Vitagliano; è vietata la riproduzione senza citare la fonte.