Avvio con Benibachi Soil

Avvio vasca con fondo Benibachi Black Soli Mineral e Black Soil

Ho deciso di riutilizzare questo fondo allofano perché l’ho sperimento nella mia prima vasca per Galaxy riscontrando risultati molto positivi. In solo sei mesi da soli 4 esemplari è nata una colonia, solo dopo un mese dall’inserimento in vasca le 2 femmine avevano calato le uova e dopo aver dato vita a tante baby, con mia grande soddisfazione e sorpresa avevano nuovamente calato le uova.

La mia prima vasca

Ho constatato che con questo fondo il tasso di sopravvivenza delle baby è alto, è ricco di minerali e sostanze nutritive per gamberetti e piante. Riesco a mantenere i valori stabili: Ph 5,5 – No2 0 – No3 0 – Gh 6 – kh tra 0e1 effettuando così pochi cambi e quando si verifica l’evaporazione rabbocchi di acqua osmosi.

Preparazione della vasca

Ho allestito la seconda vasca da 57 litri Lunedi 29 giugno con uno strato di fondo allofano Benibachi black soil mineral da 2 cm e uno soprastante di black soil da 1cm, quest’ultima è una scelta dettata dal fatto che essendo di una grana più grande non tende ad alzarsi mantenendo l’acqua limpida, contrariamente al mineral che è molto sottile, con consistenza simile al terriccio.

Le piante che ho inserito sono: talea di Anubias barteri ricavata da quella presente in un altro mio acquario e legata ad un tronco; una Cladophora (alga molto amata dalle caridine); Rare moss legato con filo da pesca a un piccolo tronchetto; Flame moss legato a un bastoncino posizionato sullo sfondo in prospettiva che crescendo si crei una parete verde, e con un parte ho ricavato piccoli cespugli. Ho inserito le piante dopo aver riempito metà vasca con acqua.

Per quanto riguarda l’acqua l’ho preparata precedentemente con impianto osmosi Aqua1 a 4 stadi. Ho inserito una nursery in acquario in modo che attutisse la caduta dell’acqua in acquario e non si alzasse il fondo.

A riempimento terminato ho inserito i sali Gh della Bee Shrimp a piccole dosi, misurando più volte la conducibilità che a maturazione terminata dovrà stabilizzarsi a 240 µS.

Come filtro ho usato un tipo a zainetto in cui ho inserito per la maggior parte cannollicchi in ceramica e solo un pò di spugna a maglia grossa, tale filtro lo terrò solo per la maturazione della vasca poi sostituirò a tempo debito con uno ad aria a doppia spugna con vano per palline di ceramica.

Nel filtro ho inserito una fiala di attivatore batterico della Bacterya.

Col tester misuratore digitale, ho controllato la conducibilità, che risultava essere 229 µS, l’ho lasciata così perché il valore sicuramente aumenterà con il maturarsi della vasca, arrivando così una conducibilità di 240 µS, mio valore di riferimento, per le mie Galaxy.

La lampada utilizzata è una Blau Aquaristic lumina led 36, impostata sul modulo acqua dolce: 6 led 6500˚K + 6 led 6500˚K.
E questo è il risultato finale, in attesa che maturi, nei prossimi giorni effettuerò test PH, NO2, NO3, GH, KH e conducibilità con frequenza settimanali per un mese circa, prima di inserire le mie Galaxy.

Conclusione

Questa vasca l’ho realizzata perché come vi ho anticipato, con grande soddisfazione le mie galaxy sono diventate davvero tante, le trasporterò qui in modo che abbiano più spazio e nella vasca precedentemente avviata ospiterò una loro selezione.

Ammetto che è cominciato tutto per “gioco” con le Davidi, mi attiravano questi piccoli gamberetti colorati e mi piaceva creargli degli habitat nelle vaschette che erano per lo più dei cubi pieni di colori, poi mi sono appassionata alla riproduzione e ho cominciato a separarli per colore perché mi sono resa conto che nell’ibridarsi, ne uscivano trasparenti e infine a selezionare le più belle. Si è trasformata in una vera e propria passione, e amo prendermi cura di questi esserini fantastici, e quando ho scoperto le Galaxy mi hanno affascinato tantissimo, mi sono documentata ed infine le ho fatte mie. Sono caridine molto delicate ed esigenti, ma se si ha amore per qualcosa o per qualcuno, bisogna prendersene cura come meglio possiamo, e se c’è amore tutto si può!

L’intero articolo è stato liberamente scritto da Carolina Vitagliano. Foto di Carolina Vitagliano; è vietata la riproduzione senza citare la fonte.

Oase biomaster 250 – Recensione

Recensione/prime impressioni sul piccolino della famiglia biomaster

Visto che in italiano si trova poco o nulla su questo gioiellino… ho fatto l’unboxing…. il prodotto è confezionato con cura, scatolo a prova di corriere, abbastanza robusto, dettaglio non da poco tutti gli accessori sono in una scatola posta al lato del filtro.

Sono forniti : clip x tubi e ventose, i gomiti e relativo pescante di in e out, i dadi stringitubo, una spray bar, un deflettore da posizionare sull’uscita in alternativa alla spray bar, un tubo 16/22 di cui ho misurato la lunghezza e risulta di 410cm e un tappo forato per l’utilizzo di un termoriscaldatore.

Tolto dalla confezione si ha proprio un impressione di solidità, le plastiche sembrano di ottima qualità e a mio avviso, non sono un esperto di materie plastiche, ma toccando con mano e visivamente sembrerebbero migliori di quelle usate da eheim sulla serie professionel 4, serie concorrente diretta di questo filtro.

Anche i cestelli dei materiali filtranti, ce ne sono 3 + 1 di altezza ridotta , sono robusti , e si incastrano tra di loro alla perfezione, due sono le note negative : la prima è che i fori presenti sul fondo dei cestelli sono relativamente ampi, non ho misurato con precisione, a occhio le dimensioni ma saranno circa 5 mm x 5 mm, come vedete il foto alcuni materiali di granulometria piccola tendono a cadere, in foto potete vedere il cestello caricato con substrat pro di eheim e come potete vedere non avendo una granulometria regolare , ma invece è mista, le sferette più piccole escono e cadono, il siporax mini invece non ha di questi problemi.

Altro problema del cestello è che nel lato dove c’è il foro di passaggio dell’acqua, tra il tronchetto di tubo e la parete del cestello c’è pochissimo spazio ed i materiali di granulometria più grande, non entrandoci, lascerebbero lo spazio vuoto dove potrebbero crearsi passaggi preferenziali.

Ogni cestello a misura intera ha un volume di circa 1.2 litri, il cestello superiore circa la metà.
Viene fornito di materiale filtrante ma è piuttosto povero , un sacchetto di hel-x e spugne, eheim fornisce sicuramente materiale filtranti di maggiore qualità.
Io ho caricato il filtro nel seguente modo dal basso verso l’alto: primo cestello hel-x, secondo cestello mix di dennerle minikaskade e eheim MEC pro, terzo cestello un terzo di siporax mini e due terzi di substrat pro, ultimo cestello spugna originale, ma penso di sostituirla con un pad di lana e sacchetto di purigen.

La parte più interessante di questo filtro è il prefiltraggio meccanico con una “cartuccia” estraibile molto comoda, la spugna prefiltrante è a grana fine, vedremo nel tempo se la sostituirò con quella oase arancione che è a grana più grossa, però avendo adattato il prefilto eheim al tubo di aspirazione all’interno dell’acquario dovrebbe avere maggiore autonomia.


Le guarnizioni di testa e prefiltro hanno un grande spessore e lavorano in appoggio, minore rischio di pizzicarle e rovinarle, ma non sono in silicone, sono in semplice gomma… Tutte le guarnizioni sono asciutte, ho provveduto a lubrificate con olio di vaselina non avendo a disposizione il grasso di vaselina.

La rumorosità è stata un po’ deludente, nonostante venga publicizzato come silenzioso; il precedente eheim ecco pro, quindi linea economica di eheim, era inudibile se non avvicinando l’orecchio a pochi centimetri, l’oase fa sentire un certo fruscio, nessun problema se inserito in un mobile e/o se l’acquario è messo in living room o cucina, dove i vari rumori di sottofondo andranno a coprire il rumore, se invece lo dovete mettere in camera da letto e siete sensibili ai rumori potrebbe essere fastidioso… Vedremo tra qualche mese se il biofilm che si formerà sulla girante andrà a fare da lubrificate e il fruscio si attenua o meno, in alternativa mi procuro il grasso di vaselina e proverò a lubrificarla manualmente.…

L’intero articolo è stato liberamente scritto da Alessandro Attila Falchetti. Foto di Alessandro Attila Falchetti; è vietata la riproduzione senza citare la fonte.