Curiosità sui Betta splendens.

Allevo a livello amatoriale da alcuni anni Betta splendens, in particolare la forma piu vicina ai betta splendens in natura, ossia il plakat halfmoon per abbreviare tra bettofili lo indichiamo cosi: HMPK.

Maschi da me riprodotti.

L’HMPK non ha pinne sviluppate come i pinna a velo (veiltail) o classici halfmoon betta show (coda a mezzaluna), ma presenta pinne più equilibrate al suo corpo. L’hmpk maschio ha le pinne leggermente più pronunciate della femmina hmpk, ma non sempre è vero e spesso si confondono, il maschio dovrebbe avere le pinne ventrali molto più lunghe e la pinna anale con finale più spigoloso e un pò più ampia rispetto ad una femmina che tende ad averla più tondeggiante.

La femmina mostra un chiaro segno che la contraddistingue ed è l’ovidotto un piccolo puntino bianco posto tra le pinne ventrali e quella anale spesso molto evidente, e rappresenta il condotto che le permetterebbe di espellere le uova durante la riproduzione. In rari casi però anche i maschi lo presentano spesso causato da stress di vario genere.

Padre dei 2 maschi sopra nel primo e secondo video, di un’allevatore Taillandese.

La mia personale esperienza mi ha fatto assistere per la prima volta ad una mutazione di sesso, due giovani femmine solid red ( colorazione rossa comune), erano chiaramente femmine, e presentavano le forme e le caratteristiche comuni alle femmine, solitamente quando si parla di solid red i maschi presentano un bel rosso pieno scuro ferroso, mentre le femmine sono più scariche sul dorso spesso salmone o rosa pallido e le pinne rosse. Detto questo inizio a dubitare quando vedo atteggiamenti troppo maschili e pian piano i dubbi si concretizzano quando nei mesi successivi noto cambiamenti evidenti nel atteggiamento tipico del maschio dominante e nelle forme e nel colore che inizia ad uniformarsi al tutto il corpo e in poco tempo mi trovo due luminosi maschi solid red.

Il cambio del sesso nei pesci è alquanto comune, in comunità di sole femmine non è difficile che la femmina dominante diventi maschio , questo è un fenomeno comunque naturalissimo che permette la continuazione della specie.

L’intero articolo è stato liberamente scritto da Nico Mori. Video di Nico Mori; è vietata la riproduzione senza citare la fonte.

Idropisia nei pesci

Tecnicamente, non è una vera e propria malattia, ma un’infezione dei reni dei pesci causata da batteri. Con l’idropisia, i reni trattengono i fluidi del corpo causando il gonfiore della pancia del pesce.

Foto di Maria Stella Natoli

Nello stadio avanzato dell’infezione, le squame del pesce diventeranno sporgenti. Quando inizi a notare questi sintomi, le possibilità di sopravvivenza sono già molto basse. Se invece l’infezione viene curata subito, il pesce può sopravvivere. Altri sintomi comprendono: letargia, inappetenza e un aspetto malato. Di solito l’idropisia non è contagiosa, quindi non c’è bisogno di disinfettare la vasca in quanto potrebbe essere dannoso per la salute degli altri pesci sani, se ce ne sono. Il miglior trattamento per l’idropisia è prevenirla. Questa infezione è causata da povere condizioni igieniche dell’acqua dell’acquario e dalle conseguenti condizioni di stress del pesce. In questo caso conviene fare attenzione a cambiare l’acqua regolarmente, ottimizzare i parametri come la temperatura, l’eliminazione del cloro, la misurazione del pH, la dissoluzione dell’ossigeno, e l’annullamento completo di ammoniaca e nitrati. Di regola, nel liquido della cavità addominale nonché nel fegato, nella milza o nel rene si trovano bastoncelli mobili e non mobili, Gram-negativi, lunghi da 1 a 3 µm. Dopo un caso di idropisia ad andamento epidemico, l’acquario e tutto il suo contenuto vanno disinfettati. Per la prevenzione, vanno create le migliori condizioni igieniche. Nonostante la cura, spesso i pesci, il cui fegato o rene è molto danneggiato, moriranno comunque dopo un po’ di tempo.

In commercio esistono numerosi medicinali da poter utilizzare anche se sono in molti a pensare che non c’è rimedio. Per evitare pubblicità a farmaci commerciali si omettono i nomi dei più comuni medicinali. Spesso è possibile utilizzare farmaci appositi commerciali direttamente nella vasca dove si mantengono i pesci. Mentre in caso si voglia usare l’antibiotico si ricorda che può far morire tutti i microrganismi e creare un forte inquinamento, ovviamente in caso di uso dell’antibiotico si consiglia l’uso di una vasca dedicata. In alcuni casi e per alcuni pesci si possono fare bagni nel sale 5-20 grammi litro a secondo del pesce e del caso.

-Foto gentilmente concessa da: Maria Stella Natoli

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